Maria PETYT (1623-1677)

Maria Petyt, nata nel 1642, era la maggiore di una famiglia della classe media di Hazebrouck, una città della Francia settentrionale che all’epoca faceva ancora parte dei Paesi Bassi meridionali. Già in tenera età desiderava la vita religiosa. La realizzazione di questo ideale si è rivelata una strada in salita, soprattutto a livello mentale. Dopo un soggiorno a Lille, Maria tornò a Hazebrouck e si presentò alle Canonesse Regolari dell’abbazia di Groenenbriel a Gand, dove fu accettata. Ma, sei mesi dopo l’accettazione, viene mandata via a causa di una malattia agli occhi. Trascorre un breve periodo solitario nel piccolo beghinaggio di Gand, e dopo si trasferisce con una figlia spirituale e con sua madre in prossimità del beghinaggio. Più tardi, all’età di circa vent’anni, Maria prende i voti nel Terzo Ordine dei Carmelitani. Col passare del tempo Maria iniziò a desiderare una vita eremitica più severa e realizzò questo sogno nel 1657, quando si recò a Malines e si trasferì nel Cluyse.

La sua guida spirituale, Michele di Sant’Agostino (+1684), fu anche il suo biografo, ma Maria scrisse anche lei stessa la sua autobiografia. Conosceva l’oscurità profonda, la desolazione e si riferisce persino ad essa come a una crocifissione spirituale. Maria ha sperimentato il terribile dolore di questa notte come purgatorio e penitenza imposta a lei per i peccati degli altri. Le notti oscure di Maria probabilmente hanno contribuito alla nascita del Nulla (Nothing) nei suoi scritti. La concezione del Nulla ai suoi tempi era volontaristica – cioè, l’annientamento come mezzo attivo per la perfezione – ed era una spiritualità diffusa nei beghinaggio e tra le altre vocazioni semi-religiose. Maria ha sperimentato le comunicazioni visionarie, l’intuizione soprannaturale e le visioni profetiche.

Fonte: Esther van de Vate, Maria Petyt. Maria Petyt. A Carmelite Mystic in Wartime (Una mistica carmelitana in tempo di guerra) luglio 2015
(Una breve biografia, in inglese)