Chiara da RIMINI (1282-1346)

Apparteneva ad una famiglia molto agiata di Rimini, ma fu privata in tenera età della madre e, successivamente, del marito. Ben presto cadde in preda ai pericoli a cui la sua giovinezza e la bellezza la esponevano e cominciò a condurre una vita di dissipazione. Il padre e il fratello morirono lo stesso giorno mentre erano in guerra contro i Malatesta, così che tutte le ricchezze della famiglia Agolanti si accentrarono nelle mani della giovane vedova.
A 34 anni avvenne un fatto insolito: mentre stava assistendo alla Messa nella chiesa dei Frati Francescani, le parve di udire una voce misteriosa che le ordinò di dire un “Padre Nostro” e una “Ave Maria”, almeno una volta con fervore e attenzione. Chiara obbedì al comando, non sapendo da dove proveniva, e poi cominciò a riflettere sulla sua vita. Prese la decisione di entrare nel Terzo Ordine di San Francesco, allo scopo di espiare i suoi peccati con una vita di penitenza. Ben presto divenne un modello di ogni virtù, ma soprattutto di carità verso i poveri e gli afflitti. Quando le clarisse furono costrette a lasciare la città a causa della guerra, fu grazie agli sforzi di Chiara che furono in grado di ottenere un convento e mezzi di sostentamento a Rimini.Più tardi, Chiara entrò nell’ordine delle Clarisse, insieme a diverse altre donne pie; ottenne la benedizione del vescovo di Rimini Guido Abasio e divenne superiora del convento di Nostra Signora degli Angeli di Rimini. Avrebbe operato numerosi miracoli e verso la fine della sua vita il Signore le avrebbe fatto dono di elevatissime grazie spirituali.(Fonte : wikipedia)
Ancora una volta troviamo in Chiara una figura femminile la cui collocazione potrebbe essere quella di una beghina, per lo meno prima della sua professione monastica. Così per altro la descrive nelle sue Memorie (pubblicate nel 1755) “l’erudito cardinale G.Garampi che descrive la sua concittadina Chiara come “il più chiaro esempio di beghina nostrana” (Romana Guarnieri, Pinzochere, DIP, p.1728)