Julienne de CORNILLON (1193-1258)

Julienne de Cornillon
Iconographie chretienne

Rimasta orfana in giovane età, lei e sua sorella Agnese sono affidate alla casa di Cornillon, all’ingresso di Liegi. Questa casa è stata aperta accanto all’abbazia premonstratense. Julienne farà parte di una comunità di beghine che si prendono cura dei lebbrosi nel lebbrosario del Monte Cornillon. Questo lebbrosario ha quattro parti, due delle quali sono per i fratelli e le sorelle sani che si prendono cura dei malati riuniti nelle altre due parti. Il doppio intervento, municipale ed ecclesiastico, in questa istituzione provocherà conflitti e tensioni soprattutto nel periodo in cui Julienne eserciterà le funzioni di priora. Questo periodo è molto difficile per lei che avrebbe voluto umilmente rimanere nella fattoria della comunità, per meditare le Scritture in francese e latino e per ritornare ai libri di Sant’Agostino e San Bernardo. Il conflitto arriva al punto che deve andarsene via con altre due compagne in un monastero cistercense a Fosses, vicino a Namur, dove vivrà come reclusa fino alla sua morte nel 1258.
A seguito di una visione, Julienne promuove la festa del Corpus Domini. Coinvolge in questo progetto Isabelle de Huy, beghina di una grande fama di santità, ed Eva di Saint Martin. Una prima menzione della festa risale al 1246, in occasione della sua prima celebrazione a Liegi da parte del nuovo vescovo Robert de Thourotte. La festa del Corpus Domini sarà poi prescritta, nel 1264, a tutta la chiesa da Urbano IV (l’ex arcidiacono di Liegi, Jacques Pantaléon) con la sua bolla Transiturus de hoc mundo. I primi testi della celebrazione erano stati originariamente composti da Julienne stessa, ma la redazione fu poi affidato al più famoso Tommaso d’Aquino. Il simposio organizzato a Breda nel 2014, dalla Gilda del Santissimo Sacramento di Niervaert in occasione del 750 ° anniversario della Bolla, ha fatto conoscere un fatto importante. Scienziati americani hanno recentemente scoperto che i testi dell’Ufficio del famoso teologo sono ampiamente ripresi dai lavori di Julienne.
Un autore anonimo, nel quale alcuni riconoscono la sua amica reclusa Eva di Saint Martin, scrisse la Vitae beatae Julianae. Da questa di educe che aveva il dono della guarigione e della profezia e che lei poteva “vedere” ciò che è oscuro per l’intelligenza dei comuni mortali.
Fonte: Delhez Charles (sous la directon de), Julienne de Cornillon, éd. Fidélité,Namur, 1996