Il movimento beghinale ieri

Statua di beghina
Beghinaggio d’Antwerpen (Anvers)

Verso la fine del XII° secolo appare un fatto inedito: delle donne cominciano ad esistere senza essere né  mogli né monache. Sono vicine di casa o abitano nella stessa casa  o in casette a schiera in una stessa via. Altre sono eremite vicino a una chiesa, altre vivono presso dei malati, altre ancora, sole o in gruppo, vicino a un convento maschile. Oppure, soprattutto se povere, scelgono una vita apostolica errante, pregando e mendicando al grido di  “un pane per l’amor di Dio”.

Nasce così, con una molteplicità di forme, il movimento delle beghine che ha però dappertutto lo stesso scopo: vivere in ambiente urbano, ma ritirate, una vita di perfezione basata sulla preghiera, il lavoro santificato, il servizio ai bisognosi, la vita comunitaria e la ricerca mistica, anche con forme di ascetismo.

L’esperienza beghinale é un originale mixer di elementi laici : individualità, indipendenza istituzionale, lavoro retribuito e di elementi religiosi : vita consacrata ma con voti revocabili, preghiera intensa, servizio ai bisognosi e ricerca mistica.

Il primo gruppo di beghine storicamente documentato si sviluppa intorno a Marie d’Oignies ( vissuta tra il 1177e il 1213), la quale dopo aver per 12 anni curato dei lebbrosi insieme al marito si ritira nel 1207 a vita beghinale a Oignies, nell’Hainaut, provincia del Belgio. Un altro gruppo si forma grazie al prelato Lambert le Bègue che un po’ prima della sua morte, avvenuta a Liegi nel 1187, aveva fatto costruire alcune casettine intorno alla chiesa di San Christophe per accogliervi delle donne desiderose di vivere in disparte del mondo. Si sa anche dell’esistenza a Nivelles a partire dal 1208 di un gruppo di donne che si consacravano alla preghiera e alla carità.

L’aumento considerevole del loro numero, le peripezie per le donne di una vita errante e le pressioni ecclesiastiche per una collocazione protetta portano alla creazione dei beghinaggi, quadrilateri di casette individuali cintati da mura, che acquisiscono poi lo statuto di parrocchie. Il movimento ha la sua massima espansione nel XIII° secolo e a partire dalla sua seconda metà si sviluppa soprattutto nei beghinaggi.

Una tale diversità e l’assenza di una struttura centralizzata rendono difficile la quantificazione del numero delle beghine : si sa, da una lettera del papa Giovanni XXII° al vescovo di Strasburgo, che nel 1321, circa 200.000 beghine vivono nella sola Germania occidentale. Nel 1372, 1300 beghine vivono a Bruxelles, più del 4% degli allora 30.000 abitanti. Si é parlato di circa un milione di beghine in Europa al momento della loro massima espansione, ma questo dato resta solo una stima non documentata.

Santa Begga con begardi e beghine (Mechelen)

Il movimento beghinale non ha un’origine precisa e non ha neppure una fondatrice. Si é cercato nel XVII° secolo di identificarla in Santa Begga ma il tentativo fu rapidamente accantonato in quanto Begga, sorella della badessa Gertrude di Nivelles, morì ben prima, precisamente nel 693. Senza fondatrice, senza origine precisa, il movimento beghinale é anche senza regola unica, visto che ogni beghinaggio dispone della sua propria regola. E non da ultimo, il movimento beghinale é anche senza una storiografia codificata, il che spiega in parte la sua scarsa visibilità storica.

Queste donne semi religiose, sono chiamate con nomi diversi secondo i diversi paesi di residenza. Jacques de Vitry in uno dei sui sermoni, scritti tra il 1229e il 1240, ce li enumera

in Latino                MULIER   RELIGIOSA
In Francese            PAPELARDE
In Lombardo          HUMILIATA
n Toscano              BIZZOCA
In Tedesco              COQUENNUNNE
In Fiammingo         BEGIJN

L’origine del nome fiammingo é incerta.
Forse é una corruzione filologica del termine « albigesi », oppure deriva dal colore dell’abito « beige » o ancora dal vecchio tedesco « beggen, beggan » : pregare, o dal vecchio francese « begart » : sciorinare preghiere o infinedal celtico, in francese, « bègue-béguelle  » : sempliciotto, bigotto.

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Begardi

Il movimento beghinale include anche degli uomini, i begardi. Come le beghine, anch’essi non sono legati da voti definitivi, non hanno una regola unica e i membri di una comunità sono soggetti soltanto al loro superiore locale;  ma diversamente da esse, i begardi non hanno proprietà privata. I fratelli dello stesso convento fanno borsa comune, dimorano insieme sotto lo stesso tetto e mangiano alla stessa mensa. In genere, sono di umili origini: tessitori, tintori e cosi’ via e per questa ragione intimamente collegati alle corporazioni dei mestieri. Sappiamo persino che nessun uomo poteva essere ammesso al convento dei begardi a Bruxelles se non fosse stato membro della Compagnia dei tessitori e questo con ogni probabilità non fu il solo caso. I begardi sono spesso uomini colpiti dalla sorte. Uomini sopravvissuti ai loro amici o i cui legami famigliari sono stati infranti da un infausto evento e che, per ragioni di salute cagionevole o di età avanzata o forse a causa di un incidente, non possono vivere soli.

Il priodo di grande fervore religioso che vede nascere il movimento beghinale, é lo stesso degli ordini mendicanti (francescani e domenicani) e di un folto numero di movimenti qualificati di eretici ( Apostolici, Albigesi, Catari, Liberi spiriti, Poveri volontari….) e violentemente repressi dalla Chiesa.  Il movimento beghinale è anch’esso considerato sospetto e in odore di eresia. Grazie all’intervento attivo di alcuni prelati si ottennero nel XIII° secolo due Bolle papali di protezione delle beghine per alcune diocesi dell’ attuale Belgio (Bolla di Gregorio IX nel 1233 e di Urbano IV nel 1269), ma la repressione proseguendo altrove, le beghine tedesche, francesi, italiane e altre resistettero con fatica.

Beghine

L’Inquisizione creata nel 1231 condanna al rogo anche le beghine. Tra esse, Lutgarde di Treviri nel 1231, Aleydis di Cambrai nel 1236 e Marguerite Porete nel 1310. Il Sinodo di Vienne (1311-1312) condanna il movimento beghinale come eretico, ma questa condanna è mitigata da due bolle papali : la prima di Giovanni XXII nel 1319 per le beghine del Brabante e nel 1343 quella di Clemente VI per le beghine olandesi.
Perseguitate, sottomesse a procedure inquisitoriali, spesso spogliate dei loro beni,, addirittura obbligate a chiudere le loro istituzioni, solo le beghine dei Paesi Bassi possono proseguire senza troppe aggressioni, ma il clima è dappertutto di sospetto e di stretta osservanza all’autorita. Tempi difficili in cui le nuove costruzioni , come il beghinaggio di Hoogstraten (B) nel 1380, sono estremamente rare. La repressione durò fino a che furono tutte trasferite in comunita chiuse e ben ordinate. I begardi più ostinati , furono più volte condannati a livello locale e chiusero la loro vicenda con l’estinguersi del Medio Evo.

La crisi della Riforma nei Paesi Bassi settentrionali passati al Calvinismo fa sparire tutti i beghinaggi, eccetto ad Amsterdam e a Breda. Nei Paesi Bassi meriodionali, il movimento riprende fiato, ma su di lui aleggia la Contro Riforma, che richiede una ancor piu accentuata tutela dei direttori spirituali e una piu severa clausura.
Il governo austriaco che con la pace di Utrecht (1713) ottiene il governo di questi territori non incoraggia il movimento anzi gli mette una serie di ostacoli – permessi e tasse – che  obbligano le beghine a vendite forzate e a basso prezo dei beghinaggi. Infine l’occupazione francese nel 1795 ne incamera i beni e ne accetta l’esistenza solo in  quanto servizio assistenziale. Nel 1824 le beghine riottengono il porto dell’abito, ma non ottengono però i loro beni, e per un certo periodo sono vietate anche nuove professioni.

Marcella Pattijn

Nonostante ciò, nel 1896 vivono in Belgio 1230 beghine, nel 1960 ne vivono ancora 600 in 11 beghinaggi, ma alla fine del secolo se ne possono contare solo sulle dita di due mani. L’ultima beghina al mondo, Marcella Pattijn, (1920- 2013), muore domenica 14 Aprile 2013 a Kortrijck nella hone Sint-Jozef dove si era trasferita dopo aver abitato nel beghinaggio di Kortrijck dal 1960 al 2005.

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